Padre Silvio Pasquali: da Cremona all’India

Le Acli di Cremona e le suore di padre Pasquali a Nawabpet

Le Acli cremonesi sono impegnate da tempo ad approfondire la conoscenza della figura di padre Silvio Pasquali. Nato a Cremona presso la Cascina Cambonino, tra il XIX e XX secolo, è stato missionario in India dove è ricordato come “l’amico dei paria” per il suo impegno a favore degli emarginati. Questa attività è ora portata avanti dalle Suore Catechiste di Sant’Anna, la congregazione da lui fondata nel 1914, presente non solo in India, ma anche in Africa, negli Stati Uniti e in Europa. A Cremona, le suore prestano il loro servizio presso la Casa dell’Accoglienza, la Casa della Speranza e la Casa Santa Rosa.

Quest’anno, in occasione del centenario della morte di padre Silvio, si è deciso di stabilire rapporti più solidi con la sua congregazione, “adottando” un villaggio indiano particolarmente povero.

Così, su suggerimento della superiora generale, la scuola St. Joseph’s dell’abitato e il centro medico di Nawabpet, nello stato dell’Andhra Pradesh, sono stati scelti per ricevere il sostegno. Suor Japamala scrive che “i genitori in questo villaggio sono impoveriti, rendendo difficile per loro pagare anche le tariffe minime per i loro figli. Di conseguenza, lottiamo per far fronte alle spese, compresi i salari del personale. Inoltre, il nostro ambulatorio fornisce medicinali gratuiti alla comunità locale”.

Con il nostro contributo, ci proponiamo di comprare libri, divise scolastiche, un computer e, tra qualche anno, anche un mezzo di trasporto per i ragazzi. Tutto ciò ci consentirà di aiutare chi ne ha bisogno, di conoscere realtà a noi lontane e di rafforzare una significativa relazione con la congregazione delle suore di padre Silvio.

È importante sottolineare che l’abitato di Nawabpet non è un villaggio qualsiasi, ma è uno dei tredici abitati in cui le suore, nella prima metà del Novecento, hanno iniziato a prestare un servizio sanitario.

Suor Mekala Innamma ricorda che si trattava “di una cosa semplice, ma di vero aiuto alla gente perché in tutta la regione non vi era né un presidio medico né una farmacia. Anche con pochissime medicine si verificavano guarigioni inaspettate facendo pensare che ci fosse un aiuto speciale da parte di Dio. Le suore, anche senza una formazione codificata, curavano i malati principalmente attraverso rimedi a base di erbe e con fede e preghiere”. Nel corso del tempo, le suore hanno compiuto notevoli progressi nel settore e, anche in ciò, una parte del merito va attribuita a padre Pasquali, come si può desumere da un’iniziativa avviata poco tempo prima della sua morte. In un articolo scritto per Le Missioni Cattoliche del I marzo 1924, padre Pasquali, dopo aver auspicato il successo degli sforzi del Governo nel settore sanitario, ricordava che anche le “Missioni” avrebbero potuto essere d’aiuto.

Partendo dalla constatazione del gran numero di medici presenti in Italia, proponeva di costituire “una specie di società di dottori missionari, che, se non per tutta la vita, almeno per lo spazio di cinque o sei anni, volessero dedicare la loro abilità” a fianco dei missionari in India. L’iniziativa sembra aver avuto un certo successo se il parroco di Agazzano (paese del Piacentino), in una sua lettera a un responsabile del Pontificio Istituto Missioni Estere, mentre si dichiara “spiacentissimo della morte del buon Padre Pasquali”, sottolinea che lo stesso era l’anima di quel progetto. “Sembra però che dal cielo protegga l’opera sua perché proprio ieri il medico mio parrocchiano mi diceva che anche un suo collega chirurgo ben volentieri si recherebbe con lui”.

Padre Pasquali e le parrocchie della Diocesi di Cremona

La famiglia Pasquali, da Pieve d’Olmi, dove Paolo, padre di Silvio era nato nel 1825, si trasferisce, attorno alla metà dell’Ottocento nel Comune di Due Miglia. La famiglia della madre, Teresa Rescaglio o Rescali, da Fengo si trasferisce, all’incirca nello stesso periodo alla cascina Castagna del Boschetto. Essendo un salariato, Paolo Pasquali deve spostarsi spesso tra diverse cascine e diversi proprietari, portando con sé la propria famiglia. Per questo motivo varie sono le parrocchie che vedranno tra i propri fedeli, i membri della famiglia di padre Silvio.

Parrocchia di Santa Maria Nascente (Boschetto) e Parrocchia di Sant’Ambrogio: Paolo Pasquali (residente nella parrocchia di Sant’Ambrogio) e Teresa Rescaglio si sposano presso la chiesa di Santa Maria Nascente, il I febbraio 1859.

Parrocchia di San Giuseppe: la nuova famiglia si trasferisce presso la cascina Cambonino-Bellani dove, il 5 aprile 1864 (la registrazione negli Uffici anagrafici avviene il giorno 6), nasce Silvio, il figlio primogenito.

Parrocchia di San Bartolomeo (Picenengo): a cinque giorni dalla nascita il piccolo viene battezzato presso la chiesa di San Bartolomeo in Picenengo e gli vengono imposti i nomi di Abramo, Silvio, Secondo.

Parrocchia di Sant’Imerio: nel 1866 la famiglia di Paolo Pasquali si trasferisce prima nel quartiere di San Sigismondo del comune dei Corpi Santi e l’anno successivo entra in Cremona e risiede nell’attuale via XI Febbraio; nel 1869 sarà in via Bonomelli e nel 1871 in via Belcavezzo

Nel 1871 riceve la Cresima e nel 1876 entra nel Seminario vescovile di Cremona.

Parrocchia di Sant’Abbondio: Nel 1879 la famiglia si trasferisce in largo Paolo Sarpi, zona facente capo alla Parrocchia di Sant’Abbondio.

Completata la preparazione, Silvio Pasquali viene ordinato sacerdote da monsignor Geremia Bonomelli il 17 dicembre 1887. Il giorno successivo è inviato nella parrocchia di Genivolta.

Parrocchia di Genivolta

A don Silvio si deve la fondazione della Società Cattolica di Mutuo Soccorso, la nuova statua e il nuovo altare dedicato a San Giuseppe.

Parrocchia di Sant’Agata e chiesa delle Sante Margherita e Pelagia

Nel 1891 viene trasferito alla parrocchia cittadina di Sant’Agata. Qui fonda la Pia Società degli Adoratori del S.S. Sacramento, la Società di Mutua Carità fra i Sacerdoti della Diocesi di Cremona (che è a tutt’oggi operante), l’Unione cattolica cremonese che si occupa della formazione del laicato. E ancora a don Silvio si deve la formazione di un’associazione di signore che curavano la diffusione delle buona stampa e una banda musicale.

All’inizio del 1896 egli chiede l’ammissione al Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano. Così il 17 agosto 1896 lascia Cremona per il capoluogo lombardo. Un anno dopo, il 18 ottobre parte alla volta dell’India.

La Missione di padre Silvio Pasquali in India

Don Silvio si imbarca a Trieste il 26 Settembre 1897 e giunge a Mumbai il 18 Ottobre e, successivamente, a Hyderabad, sede della prima missione del Pime in India. Egli «era stato preceduto dalla fama di uomo santo e dotto. Ma, essendo già trentatreenne, poteva sembrare troppo maturo per riuscire nello studio delle lingue e per assuefarsi al clima dell’India e, comunque, per svolgere i compiti dovuti al nuovo ruolo. “Invece, presto apparve in lui il tipo perfetto del missionario! E tale l’avrebbero sempre stimato…”. La prima sede a cui viene destinato è l’abitato di Raichur.

La Missione di Raichur

Il 6 marzo 1898 comincia il suo viaggio da Hyderabad per Raichur, località in cui, fino ad allora, aveva svolto la sua missione padre Opilio Negri (nativo di Lugagnano, in provincia di Piacenza) a sua volta trasferito alla missione di Bidar. Prima di partire padre Negri presenta padre Silvio alla parrocchia. Questi inizia il suo mandato col rendersi conto delle condizioni di vita di quella popolazione. Il Padre è uomo capace di adattarsi facilmente ad ogni situazione. Così, poiché Raichur è zona povera, spesso vittima della carestia, del collera e della lebbra, egli forma gruppi di uomini e donne per assistere i malati e i sofferenti. Nel 1899 invita le suore di Sant’Anna della Divina Providenza di Hyderabad a collaborare nella sua missione.

 

La Missione di Bidar

Nel 1900, alla morte di padre Negri, padre Silvio è trasferito nella Missione di Bidar, più grande della precedente e quindi con maggiori possibilità di evangelizzare ed assistere i poveri. La carestia di quegli anni vede il padre molto attivo nel cercare di portar sollievo ai sofferenti. Curare gli orfani e i bambini morenti è la sua grande preoccupazione. Il suo mezzo di trasporto era un carro e un paio di buoi e con esso egli si reca nei villaggi circostanti per evangelizzare: un missionario sempre in cammino.

La Missione di Mattampalli (Nalgonda)

Nell’anno 1902 padre Silvio viene trasferito alla Missione di Mattampalli. Uno degli suoi interessi più vivi è la formazione dei catechisti e a questo scopo fonda una scuola ad hoc e cura direttamente la preparazione di chi vi viene ammesso. Nel 1910 fonda una casa per accogliere le povere vedove e due anni dopo, con l’aiuto delle suore di Sant’Anna della Divina Provvidenza, un dispensario e una scuola.

La Congregazione delle Suore Catechiste di Sant’Anna

Ritenendo che la presenza di catechisti sia ormai insufficiente, padre Silvio decide di formare un gruppo di ragazze che conoscano la lingua e la cultura del posto e per questo possano essere molto utili nel lavoro pastorale. A tal fine fonda, nel 1914, la Congregazione delle Suore Catechiste di Sant’Anna.  La missione di questa nuova congregazione è chiara: fare catechesi nei villaggi e contemporaneamente occuparsi dell’educazione, dell’assistenza sanitaria, dell’assistenza alle povere vedove.

Trasferimento nel distretto del Krishna

Dopo oltre 15 anni di lavoro instancabile a Mattampalli, padre Pasquali è trasferito a Peddavutapalli. Nella nuova destinazione, i cristiani appartengono in gran parte ai “paria”, gli “intoccabili”, uomini senza diritti. Subito il padre prende a cuore la loro situazione tanto da essere chiamato “l’amico dei paria”.


Ultima tappa del suo pellegrinaggio: Eluru

Nel 1917 viene trasferito a Eluru, cittadina di oltre trentamila abitanti. In questo centro e nei numerosi villaggi vicini, padre Silvio lavora interrottamente sia per evangelizzare le popolazioni con cui viene a contatto, sia per migliorarne le condizioni di vita. Durante questi anni apre anche una tipografia, perché capisce di non poter raggiungere tutti i luoghi dove portare personalmente la luce di Cristo: realizza così libri di catechesi nella lingua locale e tanti altri opuscoli.

La Malattia e la Morte

Nell’anno 1924, nel mese di giugno, il padre ha la febbre. Nonostante ciò va a celebrare la Messa nel villaggio di Mulpa. Ritorna a casa gravemente debilitato. Il 4 luglio celebra la sua ultima Messa. Tre giorni dopo, un quarto d’ora dopo la mezzanotte, chiude gli occhi e affida la sua anima al Signore. I tanti che hanno visto e sperimentato questa santa vita e l’amore per i poveri vengono a visitarlo per dargli l’addio. Il giorno seguente viene sepolto nella chiesa di San Michele in Eluru.

Causa di beatificazione

Così si concludeva una vita semplice, missionaria con zelo e ardore. Ma il suo ricordo rimaneva vivo e molti erano quelli che si recavano sulla sua tomba per pregare e chiederne l’intercessione. Tutto questo ha via via rafforzato nella Congregazione delle Suore Catechiste di Sant’Anna la consapevolezza che la santità del fondatore, già diffusa a livello popolare, dovesse trovare un riconoscimento ufficiale. Così, negli anni 2013/2014, a Eluru, è partito l’itinerario previsto per una causa di beatificazione. Padre Pasquali è stato dichiarato Servo di Dio il 3 dicembre 2014. Il processo diocesano si è concluso a Eluru il 13 ottobre 2019 e con esso sono state raccolte un numero significativo di prove sulle virtù eroiche, la reputazione di santità e del potere di intercessione. Tutto il materiale è stato trasmesso a Roma, presso la Congregazione per le cause dei Santi a cui compete esprimere il giudizio definitivo.

La Congregazione delle Suore Catechiste di Sant’Anna

Per conoscere la Congregazione fondata da padre Pasquali abbiamo chiesto a suor Japamala Vatti, eletta superiora generale nel 2022 di tratteggiarcene sommariamente la storia e la sua missione.

Come si è già visto, la Congregazione delle Suore Catechiste di Santa Anna (CSA) è stata fondata dal Servo di Dio padre Silvio Pasquali che aveva necessità di essere aiutato nell’azione di evangelizzazione, nella lotta contro l’analfabetismo, nella cura dei malati e nella protezione delle persone povere e svantaggiate.

Così, nel 1914, egli scelse sette ragazze e le affidò alle Suore di Santa Anna della Provvidenza di Torino già presenti in India. Le novizie fecero la loro prima professione religiosa sette anni dopo, nel 1921.

La Congregazione fu riconosciuta di diritto diocesano il 12 marzo 1943 da S.E. Dionigi Vismara, all’epoca vescovo di Hyderabad, mentre il 5 gennaio 1954 divenne autonoma, con un proprio Capitolo generale che, durante la sua prima riunione elesse suor Enrechetta Thatireddy, Superiora generale. La Santa Sede conferì alla Congregazione lo Status pontificio il 12 giugno 1999 e ne approvò la Costituzione.

Suor Japamala continua ricordando che il motto delle Suore catechiste di Sant’Anna è il “diffondere la luce di Cristo”. Da qui il carisma dello spirito evangelico e zelo missionario, seguito da un impegno incondizionato nel diffondere la parola di Cristo con i valori di amore e compassione propri del Vangelo, con attenzione ai bisognosi e sofferenti. Tutto ciò non può che determinare la ricerca della santità attraverso l’unione con Dio mediante la preghiera, la contemplazione e la pratica della carità cristiana.

Oggi, la CSA svolge in varie forme una diffusa attività apostolica tra la popolazione indigena e i poveri, specialmente nei villaggi svantaggiati attraverso scuole, ospedali, orfanotrofi e dispensari.

Complessivamente sono 84 le comunità che la compongono. In India la struttura della congregazione si articola in una Casa Generalizia e due Case Provinciali. Le altre strutture sono ubicate in Italia, Germania, Tanzania, Malawi e negli Stati Uniti.


La Congregazione delle Suore Catechiste di Sant’Anna

Struttura

  • Una Casa generalizia
  • Due Case provinciali
  • Sessanta comunità, sei case di formazione e quindici centri di evangelizzazione.
  • Comunità sono presenti anche in quattro città italiane (Cremona, Roseto degli Abbruzzi, Rovellasca e Inveruno), in Africa, in Germania e negli Stati Uniti.

Attività in campo educativo

  • 80 scuole materne, elementari, medie e superiori
  • 35 orfanatrofi e ostelli
  • 1 università con specializzazione
  • in farmacia

Attività in campo sanitario

  • 4 ospedali
  • 7 dispensari/centri salute

Attività in campo sociale

30 centri e aree operative

84 villaggi adottati


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